25/07/2009

Scusa

Scusa Amore mio…………………………

 

No, non parlare amore mio….… ascoltami

Lo so che tu pensi che io sia stato un buon compagno….

Ma io credo di essere stato solo un discreto papa’.

 

Scusami per tutte le volte che non ho pianto con te……..

 

Per tutte le maledette volte che non ho condiviso con te il mio dolore, solo perche’ egoisticamente credevo appartenesse solo a me.

Come si fa a pensare di essere cosi’ forti da reggerlo da soli.

Amore e’ condivisione….ed io lo avevo dimenticato….

 

Abbiamo ricevuto un dono….. e non sono riuscito a riconoscertelo.

 

Scusami per tutte le volte che ti ho vista stanca e invece di coccolarti ho pensato di lasciarti in pace e non disturbarti per farti riposare.

 

Scusami per tutte le volte che sono uscito di casa senza averti salutato con un bacio.

Scusami per non essere riuscito ad esserti vicino quando ne avevi bisogno….

 

 

Scusami per tutti i momenti che non ti ho dedicato.

Scusami per non averti mai chiesto come stai………?

 

Scusami per tutti i fiori che non ti regalato…

 

 

Perdonami …… per non essere stato quello che volevo….

 

12/02/2009

Un vegetale......

Un vegetale……………

Un vegetale   ……………mi ha detto sua figlia rimarrà …..un vegetale.

Con la sua faccia cercava di esprimere cordoglio, compassione,……empatia… si ecco…. forse

voleva esprimere empatia…….

Che stronzo…. Io in quella faccia  ho visto solo freddezza. …Professionale certo…freddezza professionale.

Un vegetale….. ma che vuol dire un vegetale……si certo ….finalmente l’ho tenuta in braccio.

Erano quattro mesi che attendevo questo momento.

Lui mi dice …sua figlia rimarrà un vegetale…(arrabbiandosi progressivamente fino a urlare) ma

cosa significa…un vegetale?….una pianta… un’albero…..un ortaggio….un’erbaccia….cosa vuol

dire un vegetale?…….

Dottore io… l’ho sentita muoversi ….nella.. mia….. pancia si muoveva.

Forse si muove una pianta ?....……no!  Una pianta non può muoversi nella pancia ….

certo…….un vegetale………….ma un vegetale cresce, respira, germoglia.

Devo stare calma, non riesco a fissare un pensiero che sia uno…….un vegetale………

Sicuramente si saranno sbagliati…. Io….Io  l’ho vista dalla finestra del reparto ……si muoveva,

agitava le braccia …..le gambe……quelle gambine così magre,

e poi…poi…. io avevo tanti progetti per noi….tenerti in braccio finalmente , portarti a casa …….

Un vegetale………….

Ecco cosa mi hanno detto…..sua figlia….. rimarrà un vegetale……..

Ma perché? perché?   …Dio perché? non ti bastava avermi punito già così tanto…. perché?

hai voluto farmi soffrire anche il giorno in cui ero uscita da casa finalmente felice ……. oggi

finalmente potevo portarla a casa.

Quattro mesi d’inferno…..finalmente una cosa…. “Normale”…. Portarla a casa come fanno tutte le

altre mamme…………..certo dopo quattro mesi…..ma finalmente a casa insieme Io….. Tu …..

…..Papà….

Già, Papà …………….

E’ stata dura….certo …è stata dura anche per lui…un vegetale……..vorrei vedere loro……

un vegetale…..e’ stato un trauma per tutti noi…..

Papà non era pronto………..

Pronti?  ……  ma come si fa a essere pronti?.....

……. esiste un modo Dio per essere pronti?

Adesso si calmerà poi tornerà…. vedrai amore mio…adesso Papà torna…..

07/02/2009

diario di un musicopapà

26 novembre 2001, una data che non potrò più dimenticare.

Dopo un mese di assoluta immobilità si scatenano le doglie, Maria ha rotto le acque a cinque mesi ,ed è ancora troppo presto per venire al mondo.

26 settimane soltanto ed ecco che arriva Ornella Alba, sono in sala parto con mia moglie e la vedo spuntare dal sederino. Noto subito tracce di meconio e la sento gemere flebilmente mentre il dottore la mette subito in incubatrice. Meno male è viva.

Arriva l’ambulanza e la portano via… devo andare , devo vedere dove la portano.

Arrivo dieci minuti dopo di lei, sono le 10:00 del mattino e rimango nel corridoio fuori dal reparto di neonatologia intensiva.  Suono al campanello e chiedo di mia figlia, una infermiera mi dice di aspettare…. Verrà presto un medico a parlarmi.

Sono le 11:00 credo…. ma non vedo ancora nessuno, noto allora un piccolo corridoio che si allunga sulle finestre del reparto. C’è un cartello: “entrata permessa solo dalle 17:00 alle 19:30”.

E chi se ne frega penso………

Mi infilo dentro lo stesso e finalmente da una fessura tra le tapparelle credo di vedere quella che immagino sia Ornella.

Ha l’aspetto di un coniglio, uno di quelli che vedi confezionati in macelleria, solo pelle e ossa. Scalcia e piange ed è intubata per il naso.

Vicino a lei una dottoressa e altri 5 ragazzi in camice, la dottoressa sta facendo lezione … infilandole aghi e sondini dappertutto.

Ho visto tutto quello che le hanno fatto e ancora oggi a ripensarci mi vengono i brividi.

Ad un certo punto uno degli studenti si accorge della mia presenza dietro al vetro e mi fa cenno di andare via…. Comincio allora a battere i pugni sul vetro dicendo che io sono il padre e che aspetto inutilmente qualcuno che mi dia notizie da un’ora.

Mi mandarono una delle neolaureate per compilare una anamnesi ……… e da quel momento iniziò una dura battaglia psicologica tra noi e i medici.

Mi chiedo come si possono dare delle notizie mascherando con la freddezza professionale la propria impreparazione nei rapporti umani o addirittura, in alcuni casi, la stupidità?

La mia fortuna è stata quella di trovare la forza di voler capire a tutti i costi e di essermi buttato su internet per filtrare qualsiasi informazione arrivasse dalla “sala torture”, così chiamavo la saletta dove i medici ci davano le notizie la sera.

Che tristezza, tutti a scrivere i nomi su di un foglietto per poi mettersi in coda, sembrava quasi di essere dal salumiere.

C’era un medico che insisteva sul fatto che mia figlia fosse microcefala, avevo visto dei bambini con quella patologia e mia figlia non ci rientrava a mio avviso.

Ma tanto io ero un genitore mica un “medico”, una volta mi fermò nel corridoio per spiegarmi le ragioni della sua diagnosi, lo mandai a quel paese e da allora cominciai a limitarmi ad ascoltare i loro sermoni come  semplici notiziari.

Né più né meno che dei giornalisti, ecco cosa erano diventati per me. Raccontavano la cronaca ma mettendoci del loro per condire le notizie.

Sarà stata una considerazione ingenua ma mi ha salvato lo stato psicoemotivo.

Tralascio di raccontarvi tutti i particolari su quanti ci facevano i disegnini e ci raccontavano di dove e come aveva colpito la “leucomalacia periventricolare” o la “rop” o altro. Mi soffermo solo su due particolari.

“Sua figlia potrebbe diventare un vegetale”, è stata la sentenza di un medico.

Ripensandoci adesso..... immaginare mia figlia come un broccolo o una carotina mi fa sorridere, ma allora non mi fece lo stesso effetto.

Ma la perla rimane quella della dimissione. Ad aprile del 2002 dopo quasi 5 mesi di degenza e alti e bassi finalmente io avrei potuto avere mia figlia in braccio.

Mia moglie entrava regolarmente da gennaio nella sala di terapia semi-intensiva, solo mezz’ora ma almeno la poteva toccare e coccolare.

Quella era la prima volta tra me e mia figlia, avevo speso circa 150 € in un vestito tutto ornato di merletti e in un berrettino fatto all’uncinetto. Quando l’infermiera mi chiese i vestiti per prepararla per l’uscita ero euforico.

Dopo un po’ di tempo venne fuori lei in braccio all’infermiera, che chiese : ”chi la prende”?

Diedi quasi uno strattone a mia moglie, toccava a me.

Finalmente era in braccio a papà, era così piccola e tenera. Mi sentivo felice e come uscito da un incubo, a quel punto il Primario, rivoltosi a noi, disse:

“ Da questo momento inizia per voi un lungo calvario”.